Sala Rossa

La Sala Rossa è certamente unica nel suo genere, così diverso dal barocchetto lombardo preponderante in tutto il resto del palazzo: le pareti rosso pompeiano, le boiserie in legno scuro, il soffitto a cassettoni con dorature e le decorazioni in stile neo-gotico vedono il trionfo dell’elegante gusto simbolista e decadente di fine Ottocento.

L’intervento di restauro sostenuto da Fondazione Augusto Rancilio ha visto impegnate sei restauratrici esperte che sono intervenute su tutti gli elementi costitutivi della sala, particolarmente complessa per la varietà dei materiali e delle tecniche utilizzate. L’intervento, che ha comportato quasi un anno di lavoro, si è reso necessario per la messa in sicurezza degli elementi decorativi ed è stato realizzato in un’ottica prettamente conservativa.

Oggetto di restauro sono state le pareti rosso pompeiano e il fregio pittorico di Giacomo Campi, le boiserie in legno e il soffitto a cassettoni dipinti con dorature, il grande camino in pietra arenaria, gli elementi decorativi in stucco, le porte e le finestre. E’ stata, inoltre, ricostruita la cornice decorativa in marmo macchiavecchia di una delle porte, che era stata rubata nell'estate del 2014.

Sono stati, infine, realizzati ad hoc per la sala quattro lampadari che ne consentono la fruizione anche in occasione di eventi serali e notturni. Per illuminare l’arte e la cultura in Villa Arconati-FAR è stata scelta l’energia “100% energia rinnovabile” di E.ON, sostenibile e proveniente solo da fonti rinnovabili, attraverso un sistema di illuminazione ad alta efficienza.

L’intervento di restauro del pavimento ha riportato alla luce una piccola “chicca”: le mattonelle hanno tutte il marchio di fabbrica della ditta Maurier, che aveva sede a San Cristoforo fuori da Porta Ticinese.