Arte: Sguardi nuovi per antiche stanze. La Collezione Kiron a Villa Arconati-FAR

Fondazione Augusto Rancilio ospita nelle antiche sale del primo piano di Villa Arconati-FAR alcune tra le opere di arte contemporanea della Galleria parigina KIRON. Un patrimonio costituito da circa 3000 opere, radunate da Espace KIRON tra gli anni Ottanta e Duemila che oggi è affidato alla gestione della Fondazione, che rende fruibile questo patrimonio al pubblico.
La Galleria parigina KIRON era uno spazio polifunzionale nato proprio con l’intenzione di dare luogo, voce e sostegno a giovani artisti, permettendo loro di avviare la propria carriera. La collezione nasce, quindi, come collezione “d’impresa” in cui i giovani artisti, in cambio dell’ospitalità data da KIRON, periodicamente lasciavano le loro opere. Si può, dunque, parlare di collezionismo/mecenatismo moderno basato su una forma di dialogo e un rapporto personale con gli artisti.
FAR propone una selezione di opere di sei tra gli artisti più rappresentativi di questa cospicua collezione:

  • Antonì Taulé con i suoi sfondati prospettici. Pittore e architetto, dipinge opere iperrealiste che reinterpretano in chiave contemporanea il tema dello sfondato, di un’architettura che si apre su un altro spazio.
  • Di contro vi è la pittura espressionista di Pierluigi Bellacci e Varozza, che reinventano la pittura di gesto basata sul segno e colore con un ritorno a un’arte primitiva contraddistinta dall’istinto.
  • Stesso carattere che si ritrova nelle opere di Jean-luc Guerin, pittore più cupo e legato all’informale, che ricorda quanto la pittura possa essere registrazione di uno stato emotivo, una sorta di diario biografico.
  • Andrè Queffurus, l’unico artista non più vivente, con la sua pittura si rifà al cubismo e alla pittura Fauves, rielaborate in un’ottica moderna.
  • Emanuele Gregolin pittore locale molto legato alla storia di Villa Arconati, è un artista entrato a far parte di KIRON dopo la chiusura della galleria di Parigi.
  • Egidio Costantini, il “maestro del vetro” che collaborò tra gli altri con Oskar Kokoschka, Marc Chagall, Jean Arp, Max Ernest e Peggy Guggenheim, ma soprattutto con Picasso.
  • A partire da domenica 31 Marzo l'esposizione si arricchisce infatti di due opere di Pablo Picasso - Centauro testa (1962) e Flamenco (1954) - “tradotte” nell’immortalità del vetro dal maestro Egidio Costantini: non una semplice copia in vetro su disegno d’artista, bensì delle vere e proprie opere realizzate a due mani grazie all’arte di due menti e due cuori che lavorarono insieme per creare la propria arte attraverso il vetro.

Fondazione Augusto Rancilio si conferma, dunque, punto di riferimento per la valorizzazione dell’arte contemporanea italiana, che trova in Villa Arconati-FAR terreno fertile per portare avanti il percorso di promozione e sostegno di giovani artisti già iniziato da Kiron.
L'esposizione è visitabile in coincidenza con le aperture al pubblico, compresa nel biglietto di ingresso alla Villa.


 

Leonardo In Villa: Leonardo Da Vinci torna in Villa Arconati-FAR

Leonardo 500Nel cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci, Fondazione Augusto Rancilio con la collaborazione di partner d’eccezione ospita a Villa Arconati-FAR due mostre dedicate al Genio toscano e tanti eventi per celebrarlo. Leonardo da Vinci e gli Arconati hanno, infatti, una storia in comune che dura da oltre 400 anni e si nasconde fra le mura di una Villa seicentesca alle porte di Milano.

La Storia
Quando Galeazzo Arconati, nobile milanese del Seicento, decise di trasformare una villa di campagna in una delle più curate dimore nobili della Lombardia, la decisione di associare al suo nome quello del grande maestro toscano fu oltremodo desiderata. Galeazzo fu, infatti, uno dei più grandi collezionisti di manoscritti di Leonardo da Vinci del suo tempo. Suoi alcuni disegni e cartoni preparatori di opere pittoriche come quello della sant’Anna ora a Londra, dieci raccolte di manoscritti e, soprattutto, il Codice Atlantico, una summa di tutti gli studi del maestro toscano acquistata dagli eredi di Pompeo Leoni.
Il nome, Atlantico, deriva dalle dimensioni dell’album usato dal Leoni per raccogliere i fogli vinciani (64,5 X 43,5 cm), simili appunto a quelle di un atlante. Il conte donò il Codice alla Biblioteca Ambrosiana nel 1637 con due sole clausole: che i suoi discendenti potessero averne sempre accesso per studiarlo in privato e che non venisse allontanato da Milano. Dopo le spoliazioni napoleoniche il Codice Atlantico - insieme agli altri manoscritti di Leonardo donati dall’Arconati all’Ambrosiana - venne portato a Parigi e in seguito fu l’unico a essere restituito all’Italia. È anche grazie a Galeazzo Arconati, quindi, se ancora oggi questo prezioso codice è custodito nella Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Le Mostre

Con Leonardo A Villa Arconati-FAR. Il Codice Atlantico e l’incontro con la cultura del nostro tempo

La mostra, dopo oltre 400 anni, riporta in Villa Arconati-FAR il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e, insieme, propone ai visitatori un viaggio nella curiosità e nell’immaginazione. Il Codice, infatti, ritorna in villa grazie all’originale della prima riproduzione integrale curata dall’Accademia dei Lincei fra il 1894 e il 1904 e messa a disposizione da Anthelios. Una mostra eccezionale che consentirà ai visitatori di ammirare l’intero Codice durante la stagione 2019 e 2020.
Un’occasione per esporre le tavole del genio toscano ma soprattutto per raccontare come la sua opera sia ancora attuale. La curiosità che spinse Leonardo all’innovazione delle conoscenze tecniche del suo tempo è la stessa che tutt’oggi ispira studiosi e scienziati nel loro lavoro. L’esposizione sarà un’opportunità per incontrare il presente e pensare il futuro. Accanto all’opera di Leonardo sarà possibile, infatti, vedere opere di tecnologia e partecipare agli appuntamenti con esponenti del mondo della cultura e della scienza.
La mostra è realizzata in collaborazione con Anthelios Edizioni. Gli incontri sono realizzati in collaborazione con Anthelios Edizioni, Comune di Bollate - Assessorato alla Cultura e Pace, Associazione Vivere Castellazzo.
La mostra è visitabile, a partire dal 5 Maggio 2019, in coincidenza con le aperture al pubblico della Villa, con un sovrapprezzo di € 3 rispetto al biglietto di ingresso alla Villa.

A come Leonardo. Esperienza Fluorescente

Un racconto per immagini che si sviluppa all’interno di ambienti mai aperti prima. Un percorso che pone al centro il visitatore, mettendo in dialogo Leonardo e l’unicità della villa degli Arconati. Tre stanze buie, illuminate solo da lampade di Wood e accessibili grazie a una nuova tecnologia di stampa a toner fluorescenti. Immagini antiche e oggetti presenti acquistano nuovo significato grazie a una visione emotiva stimolata da colori non convenzionali ed effetti olografici attraverso occhialini dedicati. Il visitatore sarà catapultato in un’esperienza unica ed immersiva.
L’obiettivo è quello di scoprire la storia non più attraverso la realtà dei fatti, ma grazie alla percezione personale, ciascuno per proprio conto. Una modalità di visita sperimentata per la prima volta in Italia che favorisce il coinvolgimento di tante tipologie di pubblico accogliendone le diverse esigenze di visita.
La mostra è realizzata in collaborazione con Alveare Coop. Sociale Onlus - Bollate, che opera dal 2001 creando occasioni di lavoro per persone svantaggiate; obiettivo di Alveare è realizzare un laboratorio per la stampa fluo nel quale possano lavorare persone fragili e svantaggiate, realizzando articoli prevalentemente destinati a percorsi terapeutici riabilitativi (decadimento cognitivo, Alzheimer, ipovisione ecc). Partner Tecnici della mostra sono: M.C.System srl, azienda Umbra specializzata nella re-ingegnerizzazione di stampanti convenzionali per l’utilizzo di toner speciali e fluorescenti e CBC (Europe) Srl, azienda del gruppo giapponese CBC Co. e sviluppatore dei toner fluorescenti.
La mostra è visitabile in coincidenza con le aperture al pubblico della Villa a partire dal 5 Maggio 2019, compresa nel biglietto di ingresso alla Villa.

Spettacolo Teatrale "Nobili e Servi"

Fondazione Augusto Rancilio, in collaborazione con la Compagnia del Tempo Perso, intende rendere omaggio a Leonardo e al suo legame con Galeazzo Arconati anche attraverso il teatro: metterà in scena da fine maggio Nobili e Servi, la divertente pièce in italiano e milanese scritta dal Prof. Carlo Dones che narra la vicenda della donazione del Codice Atlantico all’Ambrosiana nell’intreccio delle vite di Galeazzo Arconati e del suo figlio illegittimo, Padre Luigi Maria.